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Guida

Come ottenere il CIN

Si chiede online al Ministero del Turismo, con SPID o CIE, e in genere è questione di minuti. Il tempo vero si perde prima, quando la struttura non compare in elenco e non si capisce perché.

In breve: il CIN si richiede sulla Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it), entrando con SPID o CIE. È obbligatorio dal 1° gennaio 2025, va esposto all'esterno dello stabile e scritto in ogni annuncio. Nessun software privato può rilasciartelo: lo assegna il Ministero.

Cos'è il CIN, in una riga

Il Codice Identificativo Nazionale è la targa dell'immobile. Serve a rendere riconoscibile chi ospita: un codice unico, nazionale, che lega l'annuncio che si legge online a un immobile reale e a una persona reale.

  • Lo ha introdotto l'art. 13-ter del decreto legge 145/2023.
  • Lo assegna il Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati Strutture Ricettive, la BDSR.
  • È obbligatorio dal 1° gennaio 2025, termine posticipato dal Ministero rispetto a quello iniziale.

Chi deve averlo

  • Chi possiede o gestisce unità immobiliari destinate a locazione turistica o a locazione breve, quindi anche chi affitta un solo appartamento su Airbnb o Booking.
  • Chi gestisce strutture turistico ricettive, alberghiere ed extralberghiere: hotel, B&B, affittacamere, case vacanza, agriturismi.

Il codice è per immobile, non per persona: con tre appartamenti si richiedono tre CIN.

Cosa serve prima di iniziare

Qui si decide se la pratica dura cinque minuti o tre settimane. Prima di collegarti, procurati:

  • SPID o CIE. Sono le credenziali per entrare nella Banca Dati. Per i soli cittadini stranieri senza SPID il Ministero prevede l'accesso con utenza e password, previa registrazione.
  • Il documento che attesta l'avvio dell'attività: la SCIA, la CIA o la comunicazione di avvio attività presentata all'ente. Va caricato durante la richiesta.
  • I dati dell'immobile, compresi quelli catastali, per completare la scheda dove risultasse incompleta.

La richiesta, passo per passo

  1. Vai su bdsr.ministeroturismo.gov.it ed entra con SPID o CIE.
  2. Il sistema mostra le strutture collegate al tuo codice fiscale, cioè quelle che la tua Regione ha già trasmesso alla Banca Dati.
  3. Completa i dati mancanti e segnala eventuali correzioni.
  4. Premi Richiedi CIN e carica il documento di avvio attività.
  5. Il codice viene generato e resta disponibile nella tua area, pronto da copiare negli annunci e da stampare per l'esposizione.

Se la struttura non compare

È il punto in cui si blocca quasi tutti, e la causa quasi sempre è la stessa: la Banca Dati si alimenta dai dati regionali. Se la Regione non ha ancora trasmesso la tua struttura, o se l'ha trasmessa con un codice fiscale diverso dal tuo, in BDSR non la vedi.

  • Verifica di essere in regola con la tua Regione (SCIA presentata, struttura censita, codice regionale ottenuto dove previsto).
  • Controlla che il codice fiscale con cui entri sia lo stesso con cui la struttura è stata registrata.
  • Se non si sblocca, il Ministero ha un'assistenza dedicata: 06.164169910 dal lunedì al venerdì, 9:00-18:00, oppure [email protected].

CIN e CIR non sono la stessa cosa

Confusione frequente, e costa tempo. Il CIR è il codice identificativo regionale, lo rilascia la Regione e in molte Regioni esisteva già da anni. Il CIN è nazionale e lo rilascia il Ministero. Il secondo non cancella il primo: nasce dai dati che la Regione ha trasmesso, quindi di norma prima si è a posto con la Regione, poi si ottiene il CIN.

Dove va messo il codice

  • All'esterno dello stabile, esposto e visibile.
  • In ogni annuncio, su qualunque piattaforma o canale, compresi i portali di intermediazione.

Le sanzioni, come le scrive la legge

Gli importi stanno nell'art. 13-ter del DL 145/2023 e variano in relazione alle dimensioni della struttura o dell'immobile.

ViolazioneSanzione
Esercitare senza aver ottenuto il CINda 800 a 8.000 euro
CIN non esposto all'esterno o non indicato negli annuncida 500 a 5.000 euro
Attività di locazione in forma imprenditoriale senza la SCIA richiestada 2.000 a 10.000 euro
Assenza dei dispositivi di sicurezza previstida 600 a 6.000 euro

L'obbligo che quasi nessuno collega al CIN

La stessa norma che ha creato il codice chiede anche la sicurezza dell'immobile: rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio e estintori, a norma. È l'ultima riga della tabella qui sopra, da 600 a 6.000 euro, e viene dimenticata proprio perché si pensa che il decreto sul CIN parli solo di codici.

Il CIN si chiede una volta. Gli ospiti arrivano tutto l'anno, e ognuno porta con sé la Questura entro 24 ore, la Regione e la tassa di soggiorno.

Guarda come funziona

Il CIN è l'inizio, non il traguardo

Ottenuto il codice, l'immobile è identificato. Ma il CIN non comunica niente a nessuno: è una targa, non un adempimento che si ripete. Da quel momento in poi, per ogni ospite che arriva, restano tre cose da fare.

  • Questura: le generalità di ogni alloggiato entro 24 ore dall'arrivo (6 ore se il soggiorno non le supera), sul portale Alloggiati Web. È l'obbligo dell'art. 109 TULPS, e l'omissione è un reato contravvenzionale, non una multa.
  • Regione: i flussi turistici, che confluiscono nella rilevazione ISTAT. Molte Regioni usano ROSS1000, ognuna con portale e scadenze proprie.
  • Comune: dove prevista, la tassa di soggiorno da calcolare, incassare, rendicontare e versare.

Quelle tre tornano a ogni prenotazione, ed è lì che il tempo se ne va davvero.

Fotografi il documento dell'ospite, l'intelligenza artificiale compila la scheda, tu controlli e invii a Questura e Regione dallo stesso posto.

Provala, è gratis

Fonti

Dati verificati sulle fonti ufficiali il 22 settembre 2026. Le regole cambiano: prima di agire, controlla sul portale del Ministero.